Regole sugli straordinari per paese
Queste pagine indicano, per ogni paese, a partire da quando il lavoro diventa straordinario, con quale maggiorazione viene pagato, qual è l'orario massimo settimanale e quali pause sono previste dalla legge. Ogni dato cita la norma da cui arriva, e ciò che è incerto resta vuoto invece di essere inventato.
Che cosa contiene la pagina di ogni paese
Una pagina per paese, tutte con le stesse quattro domande nello stesso ordine: dopo quante ore in un giorno cominciano gli straordinari, dopo quante in una settimana, a quale multiplo della paga ordinaria vengono retribuiti, e quale orario massimo settimanale e quali pause si applicano. Mantenere identica la struttura è una scelta: è ciò che rende due paesi confrontabili a colpo d'occhio, che è il compito reale di chi assume in più di un posto o lavora con clienti in mercati diversi.
Ogni pagina si apre con una sola frase che enuncia la regola in parole semplici, così la risposta si legge senza scorrere e si cita senza doverla interpretare. Sotto ci sono le soglie come numeri, le regole sulle pause e un collegamento alla norma o alla pagina del ministero del lavoro da cui la riga è stata presa.
Da dove arrivano i numeri, e che cosa dice la legge in Italia
Ogni riga cita la propria fonte. Dove la regola di un paese è davvero incerta, varia con la contrattazione collettiva o è fissata per settore invece che a livello nazionale, il campo resta vuoto e la pagina lo dice. Un campo vuoto è un'informazione; un numero inventato è un rischio.
In Italia la base è il D.Lgs. 66/2003, letto insieme all'art. 36 della Costituzione e al CCNL applicato. L'orario normale di lavoro è di 40 ore settimanali (art. 3), e il contratto collettivo può fissarne uno più basso. La durata media settimanale, straordinari compresi, non può superare le 48 ore calcolate su quattro mesi, estendibili dal CCNL (art. 4). Il riposo giornaliero è di 11 ore consecutive ogni 24 (art. 7), quello settimanale di almeno 24 ore che si sommano alle 11 (art. 9). La pausa spetta quando la giornata supera le sei ore ed è di almeno 10 minuti consecutivi per legge (art. 8): è un minimo basso, e quasi tutti i CCNL ne prevedono di più. Lo straordinario oltre l'orario normale ha un tetto di 250 ore l'anno quando il contratto collettivo non dispone diversamente (art. 5).
Due cose sorprendono chi arriva da un altro ordinamento, e sono proprio quelle che una pagina straniera sbaglia. La prima: in Italia non esiste un tetto giornaliero assoluto fissato dalla legge — discende dalle 11 ore di riposo, non da un articolo che dica "massimo 8 ore al giorno". La seconda: non esiste nessuna percentuale di legge per la maggiorazione. Il D.Lgs. 66/2003 richiede che lo straordinario sia compensato con le maggiorazioni previste dal contratto collettivo, oppure con riposo compensativo, e la misura la decide il CCNL applicato al tuo rapporto — metalmeccanici, commercio, edilizia e turismo hanno percentuali diverse fra loro. Lo stesso vale per il lavoro notturno: la legge lo definisce e ne limita la durata media, ma la maggiorazione notturna la fissa il contratto. Queste pagine danno la base di legge, che è il punto di partenza di un calcolo e non la sua conclusione: sono informative e non sostituiscono una consulenza su un contratto specifico.
Usare le regole insieme alle calcolatrici
La stessa tabella alimenta gli strumenti. Scegli un paese nel calcolo delle ore lavorate o nel foglio ore e vengono applicate le sue soglie giornaliera e settimanale e la sua maggiorazione, separando gli straordinari su una riga propria e valorizzandoli al tasso previsto invece di fonderli in un totale piatto.
È questo il valore pratico di avere le regole come dati e non come prosa: la pagina che leggi e il numero che produce la calcolatrice vengono dalla stessa fonte, quindi non possono contraddirsi. Se una soglia non corrisponde alla tua situazione, la calcolatrice ti lascia sovrascriverla, e la pagina ti dice quale norma conviene controllare per prima.
Domande e risposte
Quanto vengono pagati gli straordinari?
In Italia la legge non fissa nessuna percentuale: la maggiorazione la stabilisce il CCNL applicato al rapporto di lavoro, e cambia da settore a settore. Il D.Lgs. 66/2003 richiede soltanto che lo straordinario sia compensato con la maggiorazione prevista dal contratto o con riposo compensativo.
Quanti straordinari si possono fare in un anno?
Il limite di legge è di 250 ore l'anno quando il contratto collettivo non dispone diversamente (D.Lgs. 66/2003, art. 5). Resta comunque il tetto delle 48 ore settimanali medie su quattro mesi, straordinari compresi.
Gli straordinari sono obbligatori?
Lo straordinario va concordato fra le parti nei casi e nei limiti previsti dal contratto collettivo. Fuori da quei casi il rifiuto è possibile, ma le condizioni concrete dipendono dal CCNL applicato e dal contratto individuale.
Dopo quante ore gli straordinari sono tassati?
Gli straordinari sono retribuzione e come tale sono imponibili fin dalla prima ora. Negli ultimi anni le leggi di bilancio hanno introdotto regimi a imposta ridotta per straordinari, premi di produttività e lavoro notturno o festivo, ma condizioni e soglie cambiano di anno in anno: controlla la busta paga e le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate per l'anno in corso.
Che differenza c'è tra lavoro straordinario e lavoro supplementare?
Lo straordinario è il lavoro oltre l'orario normale di un rapporto a tempo pieno. Il lavoro supplementare è quello svolto oltre l'orario concordato in un part-time ma entro il tempo pieno: sono due istituti distinti, con regole e maggiorazioni proprie fissate dal CCNL.